
Qui entriamo nell’alta epoca, quindi in un collezionismo di fascia alta, in quanto stiamo parlando di sculture antiche, precisamente delle statue in pietra di Sarnico, dal paese in provincia di Bergamo, dove venivano prodotte nel XVI secolo. Innanzitutto occorre specificare, che a Sarnico, non esisteva nel XVI secolo, una vera e propria scuola di scultura artistica strutturata e dunque con un canone stilistico riconosciuto, tuttavia l’attività scultorea, ha rappresentato, in quel periodo un’eccellenza della zona, grazie alla lunga tradizione dei “picapedre” come vengono chiamati gli scalpellini, in dialetto bergamasco, che estraevano l’arenaria dalle cave situate alle spalle dell’abitato. Nel XVI secolo, infatti, in tutta l’area del Lago d’Iseo e della Val Camonica, l’attività degli scalpellini era diffusa e organizzata più come mestiere artigianale e corporativo che come “scuola” in senso accademico, come avveniva anche in altre zone lombarde e venete, ad esempio a Pove del Grappa, in provincia di Vicenza, dove gli scalpellini risultano attivi e documentati già dal 1570. Oggi a Sarnico, è visibile, presso Palazzo Gervasoni, la Collezione Gianni Bellini, che custodisce un discreto patrimonio scultoreo del ‘500 composto da statue lignee e marmoree e da crocifissi, ma si tratta di una collezione eterogenea di provenienza varia, con opere anche di scuola fiorentina e quindi non rappresenta un corpus riconducibile alla produzione sarnicese, che, invece, proprio per la sua natura non scolastica, ma artigianale, si è dispersa nel territorio e si può ritrovare negli elementi architettonici delle chiese, quali: capitelli, conci e portali. Per quanto riguarda il collezionismo, è possibile trovare statue legate alla devozione popolare, quali le Madonne col Bambino, come quella ritratta nella foto di copertina dell’articolo, che è tratta dal catalogo di CortonAntiquaria 2026. Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, che si svolgerà appunto a Cortona, in provincia d’Arezzo, dal 29 agosto al 13 settembre. Proprio per la mancanza di una vera e propria scuola sarnicese, le valutazioni di questo tipo di statue si basano su elementi oggettivi, quali:
Lo stato di conservazione, tenendo presente che la pietra di Sarnico è tenera e soggetta ad erosione e polverizzazione
La qualità stilistica e la possibile attribuzione ad una specifica bottega, peraltro difficile da stabilire
Le dimensioni e la completezza, visto che per la natura suddetta della pietra, le mani, e altri dettagli del Bambino, spesso sono mancanti in questo tipo di opere
La provenienza documentata da qualche collezione privata.
Come abbiamo visto queste condizioni oggettive di valutazione sono difficili da trovare e per questo le sculture in pietra di Sarnico pur rientrando nell’alta epoca, hanno valutazioni ancora accessibili che variano dai 4 mila ai 15 Mila Euro, rispetto a quelle di statue del medesimo periodo. Occorre poi tenere presente, comunque, se si vuole acquistare un’opera del genere, che non basta potersi permettere l’acquisto di una statua, ma occorre avere il luogo adatto dove poterla tenere, quindi un giardino, meglio se con piante monumentali, di solito associato ad una villa. Quindi, io se dovessi trovare l’occasione di comprare una statua del genere, ad un prezzo che posso sostenere, la comprerei, a condizione di avere il luogo adatto per valorizzarla.